24 maggio festa religiosa


Press alt + / to open this menu. I motivi non sono chiari, ma sembra che le Suore temessero di essere coinvolte nella faida tra famiglie del luogo e solo dopo una riappacificazione, avvenuta pubblicamente fra i fratelli del marito ed i suoi uccisori, essa venne accettata nel monastero. Si trattava di una prassi religiosa corroborata da un’analisi teorica. Esistono fonti polemiche che rimproverano ai valdesi di confondersi tra i cattolici durante le celebrazioni pasquali e in altre occasioni15. Ormai libera da vincoli familiari, si rivolse alle Suore Agostiniane del monastero di S. Maria Maddalena di Cascia per essere accolta fra loro; ma fu respinta per tre volte, nonostante le sue suppliche. 33Il relativo stato di isolamento, l’indiscusso disinteresse per il proselitismo religioso, il sistema di maritaggi endogamico, preservò dunque queste popolazioni dall’interesse repressivo della chiesa, sino almeno alla fine degli anni ’40 del Cinquecento. Autour de l’ouvrage de Christian Jouhaud : Localités : localisation des écrits et production locale d’actions, Libertinage, irréligion : tendances de la recherche 1998-2002, A digital resources portal for the humanities and social sciences, https://doi.org/10.4000/dossiersgrihl.3668, licence Creative Commons Attribution - Pas d'Utilisation Commerciale - Pas de Modification 3.0 France, Faire une édition numérique savante et critique en TEI de manuscrits du XVIIe siècle, Catalogue of 547 journals. Verso la fine del ‘400 Luca di Praga, uno dei maggiori fautori dell’ussitismo, si recò in Italia per intrecciare rapporti con queste popolazioni. ; G. Gonnet, Le confessioni di fede valdesi prima della Riforma, Torino 1967; Les vaudois des origines à leur fin, xiie – xvie sècles. Il 22 maggio 1447 (o 1457, come viene spesso ritenuto) Rita si spense, mentre le campane da sole suonavano a festa, annunciando la sua ‘nascita’ al cielo. 55Più difficile stabilire il livello di adesione alla liturgia, sino a che punto cioé essi si spingevano nell’integrazione di facciata al cristianesimo romano. Si narra che il giorno dei funerali, quando ormai si era sparsa la voce dei miracoli attorno al suo corpo, comparvero delle api nere, che si annidarono nelle mura del convento e ancora oggi sono lì, sono api che non hanno un alveare, non fanno miele e da cinque secoli si riproducono fra quelle mura. L’uomo gridò al miracolo e con lui tutti gli abitanti di Roccaporena, che seppero del prodigio. L’uomo gridò al miracolo e con lui tutti gli abitanti di Roccaporena, che seppero del prodigio. I motivi non sono chiari, ma sembra che le Suore temessero di essere coinvolte nella faida tra famiglie del luogo e solo dopo una riappacificazione, avvenuta pubblicamente fra i fratelli del marito ed i suoi uccisori, essa venne accettata nel monastero. 7  Ivi, p. 23, ma vedi anche alle p. 153-157. Il cuore del culto comunque resta il Santuario ed il monastero di Cascia, che con Assisi, Norcia, Cortona, costituiscono le culle della grande santità umbra. 10Ad una relativa libertà di espressione delle idee religiose in contesti appartati, come quelli propriamente montani e delle marginali valli alpine, si contrapponevano atteggiamenti più cauti se non propriamente nicodemiti adottati in ambito cittadino. Per singolare privilegio il suo corpo non fu mai sepolto, in qualche modo trattato secondo le tecniche di allora, fu deposto in una cassa di cipresso, poi andata persa in un successivo incendio, mentre il corpo miracolosamente ne uscì indenne e riposto in un artistico sarcofago ligneo, opera di Cesco Barbari, un falegname di Cascia, devoto risanato per intercessione della santa. Histoire d’une dissidence xiie – xvie siècle, Paris 1998. 34  Roma, ACDF, HH2a, da Onofrio della Porta al Cardinale Santa Severina, 3 ottobre 1586, f. 1218. 48Sebbene i contrasti tra i missionari gesuiti e gli inquisitori romani non mancarono, sino alla metà degli anni Settanta non vi furono ulteriori azioni inquisitoriali. Devotissima alla Passione di Cristo, desiderò di condividerne i dolori e questo costituì il tema principale delle sue meditazioni e preghiere. A partire da quella data il valdismo europeo, che si andava progressivamente allineandosi sulle posizioni di fede propriamente riformate, rientrò tra gli obiettivi della eccezionale campagna antiereticale intrapresa dalla Chiesa di Roma anche in quelle remote regioni dell’Italia meridionale. 32  P. Scaramella, L’Inquisizione romana, cit., p. 102. La ferita scomparve soltanto in occasione di un suo pellegrinaggio a Roma, fatto per perorare la causa di canonizzazione di s. Nicola da Tolentino, sospesa dal secolo precedente; ciò le permise di circolare fra la gente. Il 22 maggio 1447 (o 1457, come viene spesso ritenuto) Rita si spense, mentre le campane da sole suonavano a festa, annunciando la sua ‘nascita’ al cielo. Nacque intorno al 1381 a Roccaporena, un villaggio montano a 710 metri s. m. nel Comune di Cascia, in provincia di Perugia; i suoi genitori Antonio Lottius e Amata Ferri erano già in età matura quando si sposarono e solo dopo dodici anni di vane attese, nacque Rita, accolta come un dono della Provvidenza. Between a Religious Order and a Church, Burlington, Singapore, Sydney 2001; E. Cameron, The Reformation of the Heretics: The Waldenses of the Alps 1480-1580, Oxford 1984; Id., Waldenses. Building on the most recent documentary and archival sources and findings, the essay offers a long term historical analysis of the use of nicodemism among the Waldensens of Southern Italy, namely of Calabria and Puglia, between mid-xvi and end of xvii centuries. Inoltre, la scelta interdisciplinare mi ha condotto a dedicare alcuni contributi a problemi di tipo iconografico e all’utilizzo, alla funzione, ed alla fruizione delle immagini religiose in età moderna. Tra i valdesi stanziati in Italia settentrionale e nella Francia meridionale, la dissimulazione della propria fede appare come una delle caratteristiche peculiari della prassi religiosa quotidiana di quelle popolazioni per tutto il corso del tardo Medioevo. Già dai primi anni dell’adolescenza Rita manifestò apertamente la sua vocazione ad una vita religiosa, infatti ogni volta che le era possibile, si ritirava nel piccolo oratorio, fatto costruire in casa con il consenso dei genitori, oppure correva al monastero di Santa Maria Maddalena nella vicina Cascia, dove forse era suora una sua parente. Dissimulando la propria fede costui era riuscito per ben due volte a sfuggire dalle mani degli inquisitori. 23  Sui calabrovaldesi, oltre al mio già citato testo, ricordo qui soltanto: F. de Boni, L'Inquisizione e i Calabro-Valdesi, Milano – Cosenza 1860;E. Pontieri, La Crociata contro i Valdesi di Calabria nel 1561, Tivoli 1939; T. Balma, Gian Luigi Pascale:apostolo in Calabria, martire a Roma1560, Torre Pellice 1960; A. Armand-Hugon, “I Valdesi di Calabria”, in Atti del 3° Congresso Storico Calabrese, Napoli 1963, p. 213-221; A. Marranzini, “I gesuiti Bobadilla, Xavierre e Rodriguez tra i valdesi di Calabria”, in Rivista Storica Calabrese, n.s. Siffatta piattaforma teorica – con l’aggiunta polemica contro il culto della croce, l’uso liturgico del canto e della musica, e contro la pratica del giuramento – presentava parecchi elementi “dottrinali” evidenti che saranno utilizzati dalla congregazione della Santa Romana Inquisizione per riconoscere ed individuare la secta valdensium. produsse la reazione violenta di quelle popolazioni che sfociò nella aperta ribellione. 57Una simile riflessione deve esser fatta anche per le comunità calabresi e pugliesi. Egli si era dimostrato “fatuum et mente captum”. Attitudes d’attente et actions expectatives, Lire et écrire des Vies de saints : regards croisés XVII, Expressions de la dissidence à la Renaissance, La notion de baroque. Rita non ne fu entusiasta, perché altre erano le sue aspirazioni, ma in quell’epoca il matrimonio non era tanto stabilito dalla scelta dei fidanzati, quando dagli interessi delle famiglie, pertanto ella dovette cedere alle insistenze dei genitori e andò sposa a quel giovane ufficiale che comandava la guarnigione di Collegiacone, del quale “fu vittima e moglie”, come fu poi detto. Esempio fulgido di un ruolo determinante ed attivo della donna, nel campo sociale, della pace, della giustizia. Nel frattempo un contadino che si era ferito con la falce ad una mano, lasciò il lavoro per correre a Cascia per farsi medicare; passando davanti al cestello e visto la scena, prese a cacciare via le api e qui avvenne la seconda fase del prodigio, man mano che scuoteva le braccia per farle andare via, la ferita si rimarginò completamente. 59La stessa invenzione degli spioncini apposti alle porte delle loro abitazioni – che potevano essere aperti dall’esterno per verificare senza avviso la quotidiana vita famigliare – è un evidente segnale del clima che si venne a creare dopo la strage, dei sospetti di simulazione religiosa, della clandestinità di certe pratiche religiose. Ma nuovamente catturato, nel 1395, costretto all’abiura o al rogo, scelse quest’ultimo11. L'accusa di simulazione del cattolicesimo che veniva rinfacciata a queste popolazioni dalla Chiesa di Roma appare apertamente nel 1561, all'apice della crisi, e venne esplicitamente formulata da Valerio Malvicino, il domenicano delegato dall’Inquisizione romana e dalle gerarchie di stato per risolvere una volta per tutte la questione valdese in Calabria. Nello stesso periodo ad un valdese incontrato a Roma, un gruppo di “eretici” boemi aveva chiesto stupiti perché assistesse imperturbabile alla messa, alle nefandezze del culto romano, alla corruzione del papa, senza condannarle apertamente. 471rv. Sebbene sulla lunga durata si possono osservare continui e rilevanti cambiamenti, religiosi, culturali, sociali, di queste comunità (dall’abbandono della predicazione all’uso della simulazione religiosa; dall’approdo alla Riforma protestante ai modi di sopravvivenza dopo la strage e la sura repressione), sembrerebbe insomma che esse abbiano preservato, malgrado queste modificazioni, un’unità continua da difendere e delimitare. Era sufficiente, per perpetuarsi, diffondere e tramandare il credo tradizionale entro i limiti e confini propri, senza alcuna volontà di espansione e proiezione verso l’esterno. La tradizione ci racconta che, portata alla vita religiosa, fu data in sposa ad un uomo brutale e violento che, convertito da lei, venne in seguito ucciso per una vendetta. 8Una funzione mediatrice concorrente a quella della Chiesa di Roma caratterizzava la prassi religiosa di quelle popolazioni, convinte che Dio riconoscesse coloro che fanno la sua volontà, pur in un contesto che vedeva una Chiesa dominante e infedele costringere gli autentici seguaci del Cristo alla clandestinità e alla simulazione di atteggiamenti religiosi conformistici: “Clerici persequebantur eos et ideo non audebant ire publice propter clericos qui eos persequebantur, sed ibant occulte sicut Christus ibat”5. ; ma vedi anche, dello stesso autore: Waldenses, cit., p. 232 e ss. 1:25:23. Periodicamente essi venivano visitati dai loro barbi, e certa documentazione testimonia la presenza, in Puglia, di personalità religiose anche di rilievo. L’Inquisizione romana, i Calabrovaldesi e l’accusa di simulazione religiosa », Les Dossiers du Grihl [En ligne], 2009-02 | 2009, mis en ligne le 11 janvier 2010, consulté le 18 novembre 2020. Si trattò di un cambiamento di attitudine, nella scelta dell’atteggiamento nicodemita di fronte ai rappresentanti della Chiesa di Roma, ed al popolo dei fedeli, e marcò la rinuncia alla caratteristica principale del movimento delle origini. La frequentazione delle chiese e la partecipazione alla liturgia cattolico-romana erano atti che si imponevano per non essere individuati ed additati pubblicamente come eretici (“Illi de eorum secta debent ire ad ecclesiam ad eorum excusacionem ne alie gentes propenderent ipsos esse de secta Valdenssium”7). Alla ferma volontà di frantumare il nucleo etnico, imponendo l’uso della lingua italiana, e soprattutto obbligandoli a matrimoni misti, essi risposero all’inizio con la fuga o l’aperta ribellione, ed in seguito, all’indomani della strage, rendendo infruttuose o sterili quelle unioni, riducendo le doti di chi andava sposo ad italiani, cercando di perpetrare il linguaggio occitano nei luoghi privati. Si racconta quindi che la madre molto devota, ebbe la visione di un angelo che le annunciava la tardiva gravidanza, che avrebbero ricevuto una figlia e che avrebbero dovuto chiamarla Rita; in ciò c’è una similitudine con s. Giovanni Battista, anch’egli nato da genitori anziani e con il nome suggerito da una visione. Roma, ACDF, LL3a, incartamento Cosenza, c. n. n. 40  Da fra Giovanni da Fiumefreddo al cardinale Alessandrino, 28 giugno 1561. Colloque international, Aix-en-Provence, 8-10 avril 1988, sous la dir. Il 22 maggio 1447 (o 1457, come viene spesso ritenuto) Rita si spense, mentre le campane da sole suonavano a festa, annunciando la sua ‘nascita’ al cielo. La seconda volta aveva invece dissumulato, mentito, spergiurato. E un giorno mentre la piccola riposava all’ombra di un albero, mentre i genitori stavano un po’ più lontani, uno sciame di api le circondò la testa senza pungerla, anzi alcune di esse entrarono nella boccuccia aperta depositandovi del miele. Roma, ACDF, LL3a, incartamento Cosenza, c. n. n. 31  A. Armand-Hugon, I valdesi di Calabria, in Atti del terzo congresso storico calabrese, Napoli 1963, p. 221. Marseille-Naples (1477) », in Histoire et Societé. Not Now. Una condotta che appariva paradossale alle gerarchie ecclesiastiche che notavano una continuità conformista della vita religiosa, pur nella perseveranza di un credo che rigettava la natura sacrale della Chiesa di Roma13. In my work I have chosen to use judicial sources (acta matrimonialia, civilia, criminalia) concerning, broadly speaking, so-called “crimes of faith”. E in questa fase finale della sua vita, avvenne un altro prodigio, essendo immobile a letto, ricevé la visita di una parente, che nel congedarsi le chiese se desiderava qualcosa della sua casa di Roccaporena e Rita rispose che le sarebbe piaciuto avere una rosa dall’orto, ma la parente obiettò che si era in pieno inverno e quindi ciò non era possibile, ma Rita insisté. Qui condusse una santa vita con una particolare spiritualità in cui veniva privilegiata la Passione di Cristo. Si racconta quindi che la madre molto devota, ebbe la visione di un angelo che le annunciava la tardiva gravidanza, che avrebbero ricevuto una figlia e che avrebbero dovuto chiamarla Rita; in ciò c’è una similitudine con s. Giovanni Battista, anch’egli nato da genitori anziani e con il nome suggerito da una visione. Come i predicatori itineranti costituivano una sorta di ordine religioso alternativo e parallelo, così la fides valdese si perpetuava in modo sotterraneo, carsico, non escludendo la partecipazione ai riti della chiesa cattolico romana e non impedendo ai fedeli di mescolarsi e confondersi con il contesto maggioritario. e di obblighi (assistere alla messa, mandare la prole nelle scuole cattoliche, accettare predicatori diocesani, ecc.) La loro prudenza nel manifestare la propria fede, il loro mimetizzarsi tra le fila cattoliche e seguirne le celebrazioni liturgiche lo sconcertarono16. La persecuzione appariva come un fattore ineluttabile, letto alla luce degli scritti neotestamentari e della vita dei discepoli di Gesù. In questo senso sono stato uno dei primi in Italia a fare interagire le fonti storiche con quelle iconografiche con risultati importanti per le discipline storiche. I suoi furono giorni di un secolo tragico per le lotte fratricide, le pestilenze, le carestie, con gli eserciti di ventura che invadevano di continuo l’Italia e anche se nella bella Valnerina questi eserciti non passarono, nondimeno la fame era presente. Butzer augurava ai valdesi di esser presto liberi dalla Babilonia in cui erano costretti a vivere; un giorno anche quelle comunità avrebbero avuto la possibilità di vivere apertamente la loro fede. Patronato: Donne maritate infelicemente, Casi disperati Quel che è certo è che l’adesione simulata dei valdesi alle pratiche religiose cattoliche fu dai teologi riformati del xvi secolo ricondotta alle posizioni teorizzate dal botanico e predicatore strasburghese Otto Brunfels nelle sue Pandectae18. Log In. Frequentava anche la chiesa di S. Agostino, scegliendo come suoi protettori i santi che lì si veneravano, oltre s. Agostino, s. Giovanni Battista e Nicola da Tolentino, canonizzato poi nel 1446. Essi hanno questo per astutia (si come per experientia altre volte si è visto) che quando la corte li aminacia, dicono, per paura del castigo, che sono cattolici, o che se voleano convertire ... Manco male saria se fussero heretici in se stssi, ma il pegio è che ne convertono molti alle loro heresie, imperoché vanno li poveri homini idioti et conversano con quelli semplicemente, ed essi astutamente ad poco ad poco, con belle parole sotto manto de santità, li fan restare allacciati alle loro heresie33. 1  G. Audisio, Les vaudois. Al contrario esso è la testimonianza del lungo processo di avvicinamento di queste popolazioni ai dettami comportamentali provenienti dalle capitali della Riforma protestante. Narra la leggenda che Rita per sottrarli a questa sorte, abbia pregato Cristo di non permettere che le anime dei suoi figli si perdessero, ma piuttosto di toglierli dal mondo, “Io te li dono. 15Abbandonato un ambiente geografico caratterizzato dalla marginalità geografica e dalla separazione sociale, trionfò dunque la pratica della dissimulazione e della cautela prima e totale abbandono poi della diffusione del credo e del proselitismo. Ma già nel 1569 anche il vescovo di Muro ebbe il sospetto che, dietro un cattolicesimo di facciata, qualche individuo continuasse a seguire una "falsa opinione" religiosa. A partire dalle più recenti scoperte archivistiche e documentarie, il saggio analizza, in una prospettiva di lunga durata, l’utilizzo del nicodemismo tra i valdesi dimoranti in Italia meridionale, e segnatamente in Calabria ed in Puglia, tra la metà del xvi secolo e la fine del xvii. Una fitta rete di corrispondenza epistolare, poi, li manteneva in contatto con le comunità stanziate in Francia meridionale ed in Italia del Nord. Tornata a Roccaporena la parente si recò nell’orticello e in mezzo ad un rosaio, vide una bella rosa sbocciata, stupita la colse e la portò da Rita a Cascia, la quale ringraziando la consegnò alle meravigliate consorelle. Ma è molto probabile che la stessa differente dislocazione geografica di queste popolazioni aveva avuto come conseguenza un diverso approccio alla pratica nicodemita. Martirologio Romano: Santa Rita, religiosa, che, sposata con un uomo violento, sopportò con pazienza i suoi maltrattamenti, riconciliandolo infine con Dio; in seguito, rimasta priva del marito e dei figli, entrò nel monastero dell’Ordine di Sant’Agostino a Cascia in Umbria, offrendo a tutti un sublime esempio di pazienza e di compunzione. Quindi una santa che ha avuto un cammino ufficiale per la sua canonizzazione molto lento (si pensi che sant’Antonio di Padova fu proclamato santo un anno dopo la morte), ma nonostante ciò s. Rita è stata ed è una delle più venerate ed invocate figure della santità cattolica, per i prodigi operati e per la sua umanissima vicenda terrena. VI. 17In essi prevalse così un universo soteriologico, la coscienza di essere i veri seguaci del Cristo, di essere riconosciuti e riconoscersi in quanto tali. Euan Cameron parla, lo abbiamo visto, di “minimal conformity”. Rita crebbe nell’ubbidienza ai genitori, i quali a loro volta inculcarono nella figlia tanto attesa, i più vivi sentimenti religiosi; visse un’infanzia e un’adolescenza nel tranquillo borgo di Roccaporena, dove la sua famiglia aveva una posizione comunque benestante e con un certo prestigio legale, perché a quanto sembra ai membri della casata Lottius, veniva attribuita la carica di ‘pacieri’ nelle controversie civili e penali del borgo. Solo che oggi abbiamo sempre più spesso donne che nell’attività malavitosa, si sostituiscono agli uomini uccisi, imprigionati o fuggitivi; oppure ad istigare altri familiari o componenti delle bande a vendicarsi, quindi abbiamo donne di mafia, di camorra, di ‘ndrangheta, di faide familiari, ecc. 1528. E un giorno mentre la piccola riposava all’ombra di un albero, mentre i genitori stavano un po’ più lontani, uno sciame di api le circondò la testa senza pungerla, anzi alcune di esse entrarono nella boccuccia aperta depositandovi del miele. cit. Et li loro homini si poranno maritare con donne italiane, et che habitino dentro le terre habitate da italiani”40. See more of Feste e Riti religiosi ad Enna on Facebook. Ed ancora, nel 1600 prima, e nel 1603 poi, riferiva che: “si tiene gagliardissimo sospetto che nell’esteriore solamente fingono quei popoli di essere catholici, ma che intrinsecamente, et, per quanto possano scoprirsi fra di loro, stiano ancor oggi involti negli antichi loro errori”38. Sul sarcofago sono vari dipinti di Antonio da Norcia (1457), sul coperchio è dipinta la santa in abito agostiniano, stesa nel sonno della morte su un drappo stellato; il sarcofago è oggi conservato nella nuova basilica costruita nel 1937-1947; anche il corpo riposa incorrotto in un’urna trasparente, esposto alla venerazione degli innumerevoli fedeli, nella cappella della santa nella Basilica-Santuario di S. Rita a Cascia. Bisogna dire che il corpo rimasto prodigiosamente incorrotto e a differenza di quello di altri santi, non si è incartapecorito, appare come una persona morta da poco e non presenta sulla fronte la famosa piaga della spina, che si rimarginò inspiegabilmente dopo la morte. Simulazione e dissimulazione religiosa nell’Europa del ‘500, Torino 1972, p. 105-106. Roma, ACDF, LL3a, incartamento Cosenza, c. n. n. 29  Da fra Giovanni da Fiumefreddo al cardinale Alessandrino, 13 maggio 1559. Alla luce delle recenti scoperte archivistiche, e degli studi che sul valdismo si sono succeduti in questi ultimi anni1, vorremmo in questa sede soffermarci sul problema dell’accusa che gli inquisitori romani rinfacciarono a più riprese alle popolazioni “ultramontane” stanziate in alcuni casali calabresi e pugliesi a partire dalle prime indagini svolte dal Sant’Ufficio dopo la “guerra di papa Paulo”, nel 1557, e sino alla fine del xvii secolo. In essa si sosteneva che per i valdesi di quelle valli (Delfinato, Piemonte) era impossibile sottrarsi alla messa ed alle altre cerimonie cattoliche, se non si voleva incorrere nelle dure sanzioni e nella repressione ecclesiastica. Come c’era stato un tempo nel quale lo stesso Cristo era stato perseguitato e agiva di nascosto, così era allora nuovamente tempo di persecuzione per i suoi veri fedeli: “Illi de eorum secta debent ire ad ecclesiam ad eorum excusacionem ne alie gentes propenderent ipsos esse de secta Valdenssium”6. Un’accusa che verrà rispolverata e rinfacciata più volte, nel corso della storia di quelle popolazioni già prima e poi all’indomani dell’atroce strage compiuta nel giugno del 1561. Costui dal 1570 si comunicava senza confessarsi “per dimmostrare che era ridotto alla fede di Nostro Signore Iesu Christo” dando alle autorità ecclesiastiche notizie false sui suoi confessori e perseverando in quella che sarà la principale accusa addebitata agli ultramontai alla fine del secolo: la simulazione religiosa32. or. Create New Account. 27 MAGGIO: SANT’ AGOSTINO DI CANTERBURY VESCOVO, 22 MAGGIO: SANTA RITA DA CASCIA VEDOVA E RELIGIOSA, > 22 MAGGIO: SANTA RITA DA CASCIA VEDOVA E RELIGIOSA. 31Per contro lo stesso stanziamento di quelle comunità nelle zone più impervie così delle aree alpine come delle remote montagne calabresi, permetteva un alto grado di autonomia dalla prassi liturgica della maggioranza cattolica. 4 (1983), p. 393-420; U. Parente, “Nicolò Bobadilla e gli esordi della Compagnia di Gesù in Calabria”, in I Gesuiti e la Calabria. 25  Roma, Archivio della Congregazione per la Dottrina della Fede (ACDF), LL3a, incartamento Cosenza, c. n. n. 26 A. Armand-Hugon, Storia dei valdesi. Con la nascita di due gemelli e la sua perseveranza di rispondere con la dolcezza alla violenza, riuscì a trasformare con il tempo il carattere del marito e renderlo più docile; fu un cambiamento che fece gioire tutta Roccaporena, che per anni ne aveva dovuto subire le angherie. Signaler un abus Forgot account? 47All’indomani della strage dei Calabrovaldesi, operata dall’Inquisizione romana di concerto con le autorità spagnole, e per circa un decennio, la situazione sembrerebbe tornare alla normalità. E. Cameron, op. Per singolare privilegio il suo corpo non fu mai sepolto, in qualche modo trattato secondo le tecniche di allora, fu deposto in una cassa di cipresso, poi andata persa in un successivo incendio, mentre il corpo miracolosamente ne uscì indenne e riposto in un artistico sarcofago ligneo, opera di Cesco Barbari, un falegname di Cascia, devoto risanato per intercessione della santa. Dalla diocesi di Monteleone, egli scriveva a Roma: “Io vado purgando la diocesi. Comunque un anno dopo i due fratelli si ammalarono e morirono, fra il dolore cocente della madre. Rita non ne fu entusiasta, perché altre erano le sue aspirazioni, ma in quell’epoca il matrimonio non era tanto stabilito dalla scelta dei fidanzati, quando dagli interessi delle famiglie, pertanto ella dovette cedere alle insistenze dei genitori e andò sposa a quel giovane ufficiale che comandava la guarnigione di Collegiacone, del quale “fu vittima e moglie”, come fu poi detto. Quando ciò si verificò, Rita si ritirò nel locale monastero delle Agostiniane di Santa Maria Maddalena. 38Da un lato all’origine di un indiscusso cambiamento di atteggiamento, nella prassi religiosa e sociale, ci furono le dure prese di posizioni riformate che negavano sempre più la legittimità della dissimulazione religiosa, e si scagliavano contro quelle personalità che, pur rigettando i dettami di Santa Madre Chiesa, per ragioni di sicurezza “predicavano Christo in maschera”. Si era talmente immedesimata nella Croce, che visse nella sofferenza gli ultimi quindici anni, logorata dalle fatiche, dalle sofferenze, ma anche dai digiuni e dall’uso dei flagelli, che erano tanti e di varie specie; negli ultimi quattro anni si cibava così poco, che forse la Comunione eucaristica era il suo unico sostentamento e fu costretta a restare coricata sul suo giaciglio.

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